Recensioni

L’aBdiAmo letto per voi: «La mirabolante avventura di John Lemprière» di Lawrence Norfolk

La mirabolante avventura di John Lemprière, erudito nel secolo dei lumi“, questo il titolo completo dell’opera prima di Lawrence Norfolk, è un romanzo che appare in Italia nel 1996, edito da Frassinelli, ma arriva negli scaffali della nostra biblioteca solo molto tempo dopo: il libro infatti fa parte della cospicua e generosissima donazione giunta la scorsa primavera ad opera di un affezionato amico della BdiA.

Occorre dirlo, ma senza pedanterie che toglierebbero lustro e prestigio al brillante lavoro di questo autore: si tratta di un romanzo piuttosto umbertoechiano. Questo soprattutto per la propensione dell’autore a sottintendere sovente una certa base culturale nel lettore; è pur vero che questo atteggiamento, lungi dall’essere eccessivamente pesante, si rivela capace di smuovere il lettore, tanto verso la pagina successiva del romanzo, con maggiore e più motivata curiosità, quanto verso altri libri, alla ricerca indipendente di quel termine, quell’argomento, lì dato per conosciuto. Continuando con i cauti paragoni, si potrebbe definire allo stesso modo kenfollettiano, ma saremmo ingiusti a relegare a due neologistici aggettivi questa straordinaria opera. Si tratta infatti di uno strabiliante romanzo storico, che percorre con astuzia e intraprendenza i pericolosi binari della letteratura fantastica facendo incursione in numerose stazioni: dalla biografia romanzata alla mitologia greca, dal complottismo ottocentesco a vaghi quanto fortunati accenni steampunk, dalla storia dell’assedio de La Rochelle a quella della Compagnia delle Indie Orientali.

norfolk
Un romanzo storico tra luce ed ombra

John Lemprière («L-E-M-P-R-I-E con un accento così» e l’ometto fece un gesto con la mano «R-E»”), occhialuto giovanissimo letterato, non sa di essere l’erede di un’implacabile condanna che si abbatte puntualmente su ogni uomo della sua stirpe da intere generazioni: l’insaziabile sete di conoscenza, la curiosità che spinge a ricomporre un intero puzzle pur possedendone anche solamente una tessera. È questo implacabile desiderio di risposte che lo spinge a muoversi dall’isola di Jersey verso Londra dove, smarrito e stralunato, si affida prima a Septimus Praeceps, apparentemente solo un perdigiorno dedito all’alcool e al suo amato Circolo del Porco, e poi a George Peppard, avvocato regredito a semplice assistente dopo un oscuro scandalo avvenuto molti anni prima…

Ma a volte quelli che sembrano amici, amici non lo sono affatto. – Mai smettere di dubitare, John, mai abbassare la guardia! – ci verrebbe da esclamargli, mentre concitatamente giriamo pagina. Una trama appannata fin dall’inizio e che neanche gli ottimi occhiali del signor Bonamy, che gli hanno ridato la vista, riescono a mettere a fuoco. Anzi, la cura dell’estrema miopia permette a John di vedere ancor meglio le macabre messe in scena fabbricate ad hoc da un misterioso e terrificante gruppo, la Cabala, col preciso scopo di torturarlo, prendendo a prestito la sua amata mitologia greca (difficile dimenticare la raccapricciante figura di una Dafne arsa viva sotto una colata d’oro).

Il dizionario del vero John Lemprière

Le maglie si infittiscono sempre di più, pagina dopo pagina, relegando il libero arbitrio del giovane letterato ad un piccolo progetto – consigliatogli peraltro a fini spicciolamente psicoanalitici da due bislacchi professoroni, Kalkbrenner e Clementi – : la scrittura di un “Dizionario di tutti i nomi propri che compaiano nelle scritture classiche e nella mitologia” (alziamo per un attimo il velo tra finzione e realtà: John Lemprière fu veramente un letterato vissuto nella seconda metà del Settecento nell’isola di Jersey, e scrisse veramente questo pregevole dizionario). John si affida al suo scritto che, lungi dall’essere terapeutico, diviene invece, parola dopo parola, una morsa sempre più stringente con cui i suoi aguzzini lo confondono, lo sfiniscono, lo stremano, perché non riesca ad afferrare il mistero che si cela dietro la morte di suo padre.

Un’avventura rocambolesca nei meandri della Bestia, intricata rete di gallerie nei sotterranei di Londra, scosta finalmente il sipario permettendo a John e a noi di intravvedere le reali intenzioni della Cabala, distorte e crudeli. La resa dei conti – una tumultuosa e concitata serie di eventi la cui lettura diventa impossibile sospendere, una volta iniziata – ha i ritmi trafelati e quasi ebbri de “Il maestro e Margherita” di Bulgakov.

La figura femminile di Juliette, ora come personaggio impetuosamente audace, ora come passiva marionetta mossa da fili invisibili, appare e scompare inebriando voluttuosamente il nostro ingenuo ed onesto protagonista; eppure le manovre che soggiaciono a questo rimbalzante macabro gioco sono ben più oscure di quanto si immagini.

La lettura di questo libro ci dimostra ancora una volta il grande potere e l’enorme possibilità che risiede nella nostra preziosa biblioteca: permetterci di scoprire grandi tesori nascosti tra i suoi scaffali, autori sottostimati o dimenticati troppo in fretta, lasciandosi ispirare da una copertina accattivante, un titolo curioso, una quarta di copertina interessante, senza farsi condizionare da nient’altro, ebbene sì… nemmeno dai nostri “Consigli di lettura”!

M.S.

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