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La BdiA si iscrive ad Acciobooks

Nel corso degli anni, la Biblioteca di Annifo ha accumulato nei suoi scaffali un certo numero di libri doppioni, così come qualche imperdonabile lacuna, ed era alla disperata ricerca di un modo per risolvere entrambe le problematiche.

Ma ecco spuntare Acciobooks, una fantastica iniziativa che viene in aiuto della BdiA – ben più di quanto fosse possibile immaginare -, permettendoci di scambiare i nostri doppioni con i titoli che abbiamo sempre sognato di possedere!

Come sapranno coloro che hanno frequentato il liceo (…o la scuola di Hogwarts!), accio è un verbo latino che significa “richiamare a sé”. Ma la filosofia di Acciobooks – che vi invitiamo ad abbracciare – offre in realtà ben più della possibilità di ottenere libri: ci fornisce l’occasione per uscire dall’ottica del possesso di libri per entrare in quella dello scambio di libri – booksharing in inglese -, uno scambio attivo e quasi vorace, che permetterebbe teoricamente di leggere nuovi titoli all’infinito, iniziando semplicemente scambiandone uno. Un libro per un libro, verso l’infinito… e oltre!

Grazie alla partecipazione a questo progetto di scambio, siamo riusciti così a rinverdire i nostri scaffali con bestseller di narrativa contemporanea estremamente interessanti e noti a tutti gli appassionati lettori, come “Non ti muovere” di Margaret Mazzantini, “Il terrazzino dei gerani timidi”, straordinaria opera prima di Anna Marchesini, “Oceano Mare” e “Questa storia” di Alessandro Baricco, autori che hanno fatto sentire la loro voce a ridosso del nuovo millennio, quando la BdiA era – per così dire – nel suo periodo dormiente. C’è anche spazio per scambi più esclusivi, come “Il secondo diario minimo” di Umberto Eco e “Il matematico impenitente” di Piergiorgio Odifreddi, e l’elenco è destinato ad aumentare giorno dopo giorno…

Il sito funziona grazie ad un incrocio di domanda ed offerta: inviamo una richiesta a chi possiede un libro che ci interessa, e se questa persona trova tra i libri che noi offriamo qualcosa di altrettanto interessante, si iniziano le trattative per lo scambio. Generalmente, sono i casi eccezionali a confermare la regola: capita che la corrispondenza per posta elettronica si protragga nel tempo, in ordine a chiarimenti, specificazioni, ravvedimenti o ulteriori ritrattazioni; e, a favorire una fresca e cortese malleabilità di questi “confronti allungati”, che allora si presentano come amicali e complici approfondimenti personali in virtù di un reciproco interesse, non è soltanto l’oggetto comune di socievoli e curiosi palleggiamenti, ovvero un libro – per definizione un incontro cartaceo di umanità: odorate pagine che conoscono le mani e i sentimenti di molti e che, discrete come un angelo custode vincolato a una vita fatta di plurime intimità, faranno nascere virtuali strette e condivisioni -, ma anche il dischiudersi della natura plurale e polifonica della biblioteca nelle battute di rinvio, sia come ambiente vivo sia nelle fraterne premure dei gestori che ne prendono a cuore il ripristino e le istanze di ammodernamento e di estensibilità condivisa, su di un piano anche extra-regionale. Istintivamente, infatti, si dismettono i panni dell’impersonalità istituzionale-amministrativa propri di un ente e ci si rivolge invece agli “amici di libro” con dei pronomi personali al plurale: e nelle articolazioni grammaticali del “noi” si raddoppia la bontà della comunione di intenti, tanto nella prospettiva dello scambio con un volume altrui quanto nella relazione interpersonale, che fa sposare, da parte della biblioteca e dei suoi collaboratori, la propensione a un patto unanime e pieno di fiducia, le convergenze progettuali e le opportunità di apertura, insieme agli ammiccamenti dei corrispondenti, nelle cui risposte troviamo un sereno ritorno di questa pluralità: i “voi” e i “-vi” sono uno scrutamento sincero, da parte loro, un arguto e benevolo sospetto che stiano dialogando nient’affatto con un banco arido e convenzionale, bensì con un polo librario fatto di più voci, che incamera sempre nuove altre voci, ricontate una ad una, così nei libri come nelle persone che ce ne offrono l’occasione di scambio. E questo è davvero anche uno stimolo gratificante: una piccolezza, in fondo, e tutta in divenire; un passetto appena per ogni libro, per ogni conversazione scambiata per acquisirlo; un’attività, fra le altre, a tratti apparentemente sottesa ad una portata più grande delle pur sentite aspettative, è vero; ma cionondimeno è allora un “inesprimibile nulla” che aleggia “tra un fiore colto e l’altro donato”, per dirla con Ungaretti: per ciò stesso pullulante di un avvertimento ricco, di consapevole gioia e di crescita.

Alcuni di questi mutui incontri hanno poi raggiunto una visibilità anche più consolidata, scavallando perciò la temporaneità, più o meno dilatata, dei messaggi di controbattuta per posta elettronica: vi sono corrispondenti, infatti, che hanno preso a seguirci con affettuosa partecipazione attraverso gli aggiornamenti e le iniziative presenti nella pagina virtuale della Biblioteca di Annifo su Facebook. …Ma vogliamo snocciolare tutto l’entusiasmo di questa confidenza? Ebbene, gli stessi amministratori del sito di Acciobooks, oltre a ricambiare con genuina cordialità e prontezza i moniti e le questioni tecniche che sovente sottoponiamo loro per e-mail, essendo altresì iscritti al medesimo social network, sostengono e promuovono la nostra pagina! Così, oltre che una lieta sorpresa, questo gesto è stato un fiducioso apprezzamento per noi, nonché un incentivo a continuare.

L’elenco dei libri doppioni – usati ma in ottimo stato – che la BdiA è disposta a scambiare è disponibile alla consultazione a questo link; esso cresce e cambia continuamente, mano a mano che si avvicendano gli scambi e le nuove acquisizioni – e spesso anche in seguito a nuovi ritrovamenti, poiché potremmo giurare che, come in ogni biblioteca che si rispetti, a volte i libri scompaiano per poi ricomparire, dopo mesi di vane ed infruttuose ricerche, solo quando si smette di cercarli!

Una volta raggiunto l’accordo, lo scambio può avvenire mediante diverse modalità: a mano, qualora la geografia lo permetta, incontrandosi di persona direttamente nella nostra beneamata biblioteca – e allora lo scambio diviene prontamente l’occasione per venire a visitarla, perdersi tra i suoi ricchi scaffali e gustare un indimenticabile caffè… letterario -, oppure avvalendosi del servizio postale chiamato piego di libri, il quale permette di spedire materiale editoriale ad un prezzo vantaggioso (1.28€ fino a 2 kg di libri – ad esempio il peso dell’intera e mastodontica edizione di “Guerra e Pace” in quattro volumi).

Se non si trova la reciprocità necessaria per lo scambio, Acciobooks prevede la possibilità di “comprare” il libro desiderato ad un piccolo prezzo, molto onesto; utilizziamo questo servizio per ammortizzare la spesa (comunque piuttosto contenuta) dei vari pieghi di libri, offrendo ai lettori interessati i nostri libri usati in cambio di una piccola donazione (oltre a questi, abbiamo numerosi esemplari in soprannumero di letteratura rosa, thriller, gialli ed horror: contattateci o venite a trovarci per visionarli, e rinfoltire le vostre librerie dei libri che più vi piacciono!).

Oltre agli aspetti puramente editoriali, gli scambi con Acciobooks, come poco sopra si accennava, ci stanno permettendo di far conoscere la nostra piccola nicchia montana in un bacino molto più vasto, stringendo contatti con persone – lettori! – di tutta Italia. È sintomatico e irrinunciabile, a tal punto, fare menzione del divertente gioco di ruolo che si innesca, con intesa di sguardi e solerzia di sorriso quasi da camerata, insieme a un altro personaggio e in un altro luogo, entrambi implicati in tale esperienza e complici fondamentali di questi bottini di pagine condivise: il postino e l’ufficio postale del nostro paese, avamposto tattico per le nostre missioni, nel cui baluardo è prosciolta ogni formale richiesta di codici di accesso, perché è sufficiente l’immediata e gioviale prevedibilità delle nostre intenzioni allorquando ci presentiamo in schieramento compatto, brandendo il malloppo imbustato in una stretta amorevolmente goffa, quali cadetti di un’inconfondibile casata, dalle riconoscibili insegne, al cui incedere il generalissimo postino intuisca già quali misure adottare.

Spedire un libro, e aggiungere magari un piccolo omaggio e qualche riga scritta a mano, diventa pertanto un modo per far viaggiare le parole, le emozioni, noi stessi e l’intera Biblioteca: siamo andati in Sardegna, in Lombardia, in Campania, in Puglia… e chissà cosa ci attenderà al prossimo scambio!

«Possedendo un libro con la mente e con lo spirito ci si arricchisce, ma quando lo si passa a qualcun altro si triplica la propria ricchezza.»

— Henry Miller

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Fai come la BdiA: abbraccia anche tu la filosofia di Acciobooks
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