Recensioni

Consigli d’Avvento #2^ settimana

qualcunoconcuicorrereÈ la storia di due ragazzi, i cui destini sono legati a doppio filo in un intreccio di capitoli a regia alterna, grazie alla quale siamo condotti a fare la conoscenza di questi due eroi del quotidiano che avranno poi modo di sbocciare agli occhi del lettore per il riscatto che la vita concede loro, all’insegna del più empatico e mutuo legame amicale: di quelli che sublimano la durezza e il livore di esperienze disperanti in un intimo patto per la vita.
Sono Tamar, una cantante che fa del proprio talento lo strumento occasionale più meditato e sofferto per liberare il fratello da loschi traffici cui è suo malgrado asservito in una vita da saltimbanco, e Assaf, impiegato in municipio per una stagione di prova che nel ricercare la padrona di una cagnolina smarrita si ritroverà piuttosto ad avventurarsi – e a crescere – nei luoghi di un’anima ormai più adulta. Saranno “come guerrieri solitari che cercano di sopravvivere in territorio nemico, attenti a non rivelare il [nostro] segreto agli estranei” e si uniranno così fortemente che “la presenza dell’altro li caricava di forze nuove, impetuose, ma impediva loro anche di dormire”. In un percorso, prima da soli poi insieme, che non risparmia loro schiaffi e dolore, tenteranno di dipanare molte difficoltà e si insegneranno a vicenda che “non c’è niente di importante quanto le nostre piccole cose, queste minuzie”, in cui rassomigliano qualcuno con cui correre ma anche la loro corsa… per qualcuno.
Uno dei romanzi di David Grossman che più riflette lo stile vivido e pastoso dell’autore, interessato tanto ai temi del sociale quanto alla profondità dei legami interpersonali.

lacadutadeigigantiLa caduta dei giganti, primo episodio della nuova saga di Ken Follett, la Trilogia del Secolo, ci trasporta all’inizio del  Novecento europeo: seguiamo le vicissitudini di alcune famiglie, diverse per nazionalità ed estrazione sociale, le cui vite nel corso dell’opera si vanno ad intrecciare vicendevolmente. Quello che l’autore disegna, con una trama gustosa ed avvincente, è un albero genealogico dagli intricati rami che si snodano attraverso gli eventi della Storia dello scorso secolo, lasciandoci ripercorrere le gioie e i terrori che l’hanno contraddistinto. Leggiamo di storia senza neanche accorgercene, appassionandoci in men che non si dica alle avventure di questi personaggi che ci rinfrescano la memoria su un passato – recente – che non possiamo permetterci di dimenticare.

sight_2016_11_26_144408_277Isaac Asimov, padre fondatore della fantascienza, dipinge nei suoi racconti un mondo affascinante – in bilico tra utopia e distopia – in cui i robot androidi convivono con i loro progenitori umani. Dopo aver teorizzato con “Io, robot” le tre leggi della robotica, Asimov continuerà per tutta la sua vita a scrivere e parlare di robot, contribuendo più di chiunque altro a disegnare il mondo della tecnologia così come lo conosciamo ora. La sua scrittura è geniale, sagace, divertente; le sue conoscenze di scienziato, unite ad un talento micidiale, ne fanno il più famoso scrittore del genere. Questa edizione di Sogni di robot è ancor più preziosa, grazie alle splendide illustrazioni di McQuarry.

Guerra e paceIl tomo dei tomi, che vanta forse il più alto numero di pagine tra i grandi classici della letteratura, è Guerra e Pace di Lev Tolstoj. Dopo la recente messa in onda dello sceneggiato della BBC tratto da questa poderosa opera (che si assomma a tutte le altre numerose rivisitazioni prodotte fin da quando esiste il mezzo televisivo – è nato prima il tubo catodico o Guerra e Pace?), un po’ di curiosità ci viene: Pierre Bezuchov è veramente così inane, sfortunato, zuccone? E il suo destino con Nataša così disperatamente segnato? L’edizione che vi presentiamo risolve il problema delle dimensioni con eleganza e buon senso: un cofanetto composto da quattro libri tascabili, da affrontare uno alla volta per godere appieno e con leggerezza dell’intricata ed entusiasmante storia che è la summa di tutta la letteratura russa.

CameronNon è detto che costruirsi degli argini spirituali e fisici per mettersi in contatto col mondo, a modo nostro e secondo la nostra sensibilità, si riveli sempre la via sinceramente migliore da seguire per avere, insieme, tanto rispetto per sé, imparare a conoscere chi siamo e quale ruolo vogliamo ricoprire, quanto alla pari per il rapporto sostenibile, sensato e felice, che saremo disposti intanto – e dovremo, irrefutabilmente – ad instaurare col mondo stesso. È anzi probabile che non ci sia così tanta conclamata sincerità, che questo non faccia altro che generare una distorsione della nostra consapevolezza e della nostra volontà, la certezza fintamente appagante di scoprirci tanto più allineati al mondo (e a sé) quanto maggiore è la pretesa di familiarità, tutta proiettata su di noi, con cui intendiamo forgiarlo, senza ravvederci dei rischi dell’isolamento che questo comporta, un isolamento che si era dipinto come la più strenua apertura ed era, invece, il muro dei tanti mattoni che fingevamo di non stare ad ammucchiarci intorno. Ed ecco che il disincanto arrendevole, l’inappartenenza e il fiaccato orgoglio di (malriposte) scelte “da adulto” abbattono quello che era il più virulento meccanismo di difesa. Ci si perde, e tutti coloro che erano l’ovatta complice delle nostre giustificazioni dismettono l’amorevolezza che gli avevamo assegnato, come a un gioco di ruolo: come è stato per James Sveck, protagonista di questo fortunato romanzo di Peter Cameron, scrittore statunitense che si imbosca nei racconti di formazione in maniera assai più originale della restante, e piuttosto omologata, narrativa adolescenziale USA, parlandoci qui del percorso di vita di un ragazzo che si fa largo nella maturità con adesione sofferta ai suoi giorni, annaspando fra i massi di una felicità che ama farsi troppo cercare e mai abbracciare in pieno. Eppure c’è, come una bonaccia di senso dopo i lividi, come il bagliore scarlatto di una rosa dopo o, perché no, dentro (!) la burrasca. E, come per James, un giorno questo dolore ti sarà utile.

L’insostenibile leggerezza dell’essere, un libro che vira tra amore, tradimenti, uomini insight_2016_11_26_144852_431 carriera e donne con innato spirito libero; un libro che di leggero ha poco ed ha tutto. Siamo a Praga nello storico ’68.I nostri protagonisti sono un chirurgo, una fotografa, una pittrice ed un professore universitario. Un quartetto piuttosto insolito: Tomas ama Tereza, ma non abbastanza da farla finita con i suoi tradimenti; Franz e Sabina sono una coppia che non può sopravvivere per la paura dell’amore che lei prova. I temi dell’insicurezza e della paura, in amore, impregnano queste pagine, pagine che spesso ritroviamo nelle nostre vite, pagine accartocciate e stropicciate di un passato recente che ancora ci fa del male. È questo un libro che può farci tanto male quanto bene, a noi eterni romantici, ma che ci dà la possibilità di uscire da noi stessi e vedere le relazioni da ogni angolazione e prospettiva. Questa di Kundera non può che essere una lettura attiva, che perderebbe di significato se non fatta altrimenti. È così che la BdiA vi consiglia una lettura appassionata e critica di questo autore, invitandovi a leggere oltre il libro e leggere attraverso voi stessi.

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Il giallo che ha introdotto una nostra accanita lettrice alla lettura è ricco di colpi di scena, suspense e violenza. Il romanzo, di Giorgio Faletti, è ambientato nel Principato di Monaco. Protagonisti: Radio Monte Carlo con il suo speaker Jean-Loup Valdier, il commissario Hulot, l’amico dell’FBI Ottobre e… un assassino spietato, chiamato “Nessuno”, che ogni sera chiama in radio annunciando che ucciderà, e poi fa mandare delle canzoni che altro non sono che un indizio. Inizialmente è preso sottogamba – grave errore, di cui pagheranno innocenti. L’assassino firma i suoi delitti con la frase Io uccido scritta con il sangue; la tortura che le vittime subiscono è veloce, ma terribile è ciò del quale vengono privati: le loro fattezze. Niente altro di un giallo si può descrivere. Starà a voi giallofili proseguire nelle indagini. Buona lettura!

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